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	<title>Alme Sol</title>
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	<description>L&#039;istruzione è l&#039;unica arma di cui disponiamo. Senza siamo prigionieri degli altri.</description>
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		<title>Alme Sol</title>
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		<title>Lentamente muore</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 10:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Almesol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Lentamente. Lentamente muore chi diventa schiavo dell&#8217;abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle &#8220;i&#8221; piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle cose [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=62&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lentamente. Lentamente muore<br />
chi diventa schiavo dell&#8217;abitudine,<br />
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,<br />
chi non cambia la marca,<br />
il colore dei vestiti,<br />
chi non parla a chi non conosce.</p>
<p>Muore lentamente chi evita una passione,<br />
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle &#8220;i&#8221;<br />
piuttosto che un insieme di emozioni,<br />
proprio quelle cose che fanno brillare gli occhi,<br />
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,<br />
quelle che fanno battere il cuore davanti all&#8217;errore<br />
e ai sentimenti.</p>
<p>Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,<br />
chi è infelice sul lavoro,<br />
chi non rischia la certezza per l&#8217;incertezza<br />
per inseguire un sogno,<br />
chi non si permette, almeno una volta nella vita,<br />
di fuggire ai consigli sensati.</p>
<p>Lentamente muore chi non viaggia,<br />
chi non legge,<br />
chi non ascolta musica,<br />
chi non trova grazia in se stesso.</p>
<p>Muore lentamente chi distrugge l&#8217;amor proprio,<br />
chi non si lascia aiutare;<br />
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna<br />
o della pioggia incessante.</p>
<p>Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,<br />
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,<br />
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.</p>
<p>Evitiamo la morte a piccole dosi,<br />
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo<br />
di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.<br />
Soltanto l&#8217;ardente pazienza<br />
porterà al raggiungimento di una splendida felicità&#8221;</p>
<p>Pablo Neruda</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/almesol.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/almesol.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/almesol.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/almesol.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/almesol.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/almesol.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/almesol.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/almesol.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/almesol.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/almesol.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/almesol.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/almesol.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/almesol.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/almesol.wordpress.com/62/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=62&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;amico ritrovato</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 09:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Almesol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libro interessante che mi ha colpito molto e di cui voglio condividere delle informazioni trovate in rete. L’amico ritrovato è un romanzo dello scrittore ebreo tedesco Fred Uhlmann. Il libro è stato pubblicato la prima volta nel 1971 a Londra. Nel 1989 né è stata tratta una versione cinematografica. Narra la storia di Hans [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=59&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro interessante che mi ha colpito molto e di cui voglio condividere delle informazioni trovate in rete.</p>
<p><a title="L'amico ritrovato" href="http://www.my-libraryblog.com/2007/01/10/l%e2%80%99amico-ritrovato-fred-uhlman/"><span style="color:#265e15;">L’amico ritrovato</span></a> è un romanzo dello scrittore ebreo tedesco <a title="Fred Uhlman" href="http://www.my-libraryblog.com/category/uhlman-fred/"><span style="color:#265e15;">Fred Uhlmann</span></a>. Il libro è stato pubblicato la prima volta nel 1971 a Londra. Nel 1989 né è stata tratta una versione cinematografica.</p>
<p style="color:#265e15;">Narra la storia di Hans Schwarz, un ragazzo di origine ebrea che viveva a Stoccarda durante gli anni del Nazismo.</p>
<p>Un giorno nella sua classe entrò un nuovo compagno, Konradin Von Hohenfels, di cui Hans immediatamente subì il fascino. Questo perché Konradin appariva come un ragazzo semplice, educato, ben vestito ed era diverso dai suoi compagni di classe maleducati e grossolani.</p>
<p>Inizialmente nessuno parlava con Konradin perché tutti erano timidi, per questo sembrava che lo evitassero. In seguito tutti i ragazzi che provenivano da famiglie illustri cercavano di rendersi interessanti ai suoi occhi, ma Konradin sembrava stare sulle sue, come prima. Dopo fu la volta della “caviale”, il gruppo dei ragazzi “intellettuali” della classe che però non suscitavano interesse in quel misterioso ragazzo. Hans, invece, cercava di attirare la sua attenzione in tutti i modi possibili e un giorno, mentre tornavano da scuola, Konradin lo salutò e da lì nacque una profonda amicizia. Hans e Konradin passavano tutti i pomeriggi insieme, passeggiando nei viali e parlando dei più svariati argomenti.</p>
<p>Un giorno Hans invitò il suo nuovo amico a casa sua, lo presentò ai genitori e gli fece vedere la sua stanza e la sua collezione di monete a cui era particolarmente affezionato. La casa di Konradin, era una casa grande e maestosa rispetto a quella di Hans, piccola e modesta. Molte volte i due ragazzi trascorrevano interi pomeriggi a casa di uno o dell’altro, ma Hans non riuscì a vedere neanche una volta i genitori di Konradin e spesso si chiedeva il perché.</p>
<p>Un giorno Hans andò a teatro e, inaspettatamente, vide lì anche il suo amico con la famiglia. Konradin, quella sera, non salutò Hans nonostante entrambi si fossero visti. Hans rimase molto turbato da questa cosa, infatti il giorno seguente chiese spiegazioni a Konradin, il quale gli disse che non lo aveva presentato ai genitori perché la madre odiava gli ebrei, li temeva e suo padre appoggiava in questo la madre perché ne era profondamente innamorato.</p>
<p>Da quel momento in poi il loro rapporto cambiò, anche se non radicalmente. Le cose peggiorarono quando cominciarono a diffondersi le leggi razziali, infatti già a scuola non consideravano più Hans, ebreo, persino i professori, nonostante il suo rendimento scolastico fosse eccellente. I genitori di Hans prevedevano che le cose sarebbero peggiorate, per questo mandarono il figlio da alcuni zii in America, mentre loro rimasero in Germania, dove si suicidarono.</p>
<p>Konradin si era schierato come i suoi genitori dalla parte di Hitler, che considerava l’unico uomo capace di salvare la Germania.</p>
<p>Hans, in America, studiò legge, anche se avrebbe desiderato fare il poeta. Un giorno gli arrivò una lettera dal liceo di Stoccarda, con la richiesta di un contributo per la costruzione di un monumento commemorativo ai compagni caduti nella seconda guerra mondiale. Egli lesse i nomi della lista dei caduti evitando la lettera “h”. infine spinto dalla curiosità lesse: “von Hohenfels, Konradin. Implicato nella congiura per assassinare Adolf Hitler. Giustiziato.” Così si chiude il racconto, con la rivelazione che Konradin è passato dalla parte del bene sacrificando la sua vita.</p>
<p>Fonte: it.wikipedia.org</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/almesol.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/almesol.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/almesol.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/almesol.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/almesol.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/almesol.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/almesol.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/almesol.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/almesol.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/almesol.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/almesol.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/almesol.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/almesol.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/almesol.wordpress.com/59/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=59&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Father forgets</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 23:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Almesol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ascolta, figlio: ti dico questo mentre stai dormendo con la manina sotto la guancia e i capelli biondi appiccicati alla fronte. Mi sono introdotto nella tua camera da solo: pochi minuti fa, quando mi sono seduto a leg­gere in biblioteca, un&#8217;ondata di rimorso mi si è abbat­tuta addosso, e pieno di senso di colpa mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=57&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>“Ascolta, figlio: ti dico questo mentre stai dormendo con la manina sotto la guancia e i capelli biondi appiccicati alla fronte. Mi sono introdotto nella tua camera da solo: pochi minuti fa, quando mi sono seduto a leg­gere in biblioteca, un&#8217;ondata di rimorso mi si è abbat­tuta addosso, e pieno di senso di colpa mi avvicino al tuo letto.<br />
E stavo pensando a queste cose: ti ho messo in cro­ce, ti ho rimproverato mentre ti vestivi per andare a scuola perché invece di lavarti ti eri solo passato un asciu­gamani sulla faccia, perché non ti sei pulito le scarpe. Ti ho rimproverato aspramente quando hai buttato la roba sul pavimento.<br />
A colazione, anche lì ti ho trovato in difetto: hai fat­to cadere cose sulla tovaglia, hai ingurgitato cibo come un affamato, hai messo i gomiti sul tavolo. Hai spalma­to troppo burro sul pane e, quando hai cominciato a gio­care e io sono uscito per andare a prendere il treno, ti sei girato, hai fatto ciao ciao con la manina e hai grida­to: &#8220;Ciao, papino!&#8221; e io ho aggrottato le sopracciglia e ho risposto: &#8220;Su diritto con la schiena!&#8221;<br />
E tutto è ricominciato da capo nel tardo pomeriggio, perché quando sono arrivato eri in ginocchio sul pavi­mento a giocare alle biglie e si vedevano le calze buca­te. Ti ho umiliato davanti agli amici, spedendoti a casa davanti a me. Le calze costano, e se le dovessi compe­rare tu, le tratteresti con più cura.<br />
Ti ricordi più tardi come sei entrato timidamente nel salotto dove leggevo, con uno sguardo che parlava dell’&#8217;offesa subita ? Quando ho alzato gli occhi dal giorna­le, impaziente per l&#8217;interruzione, sei rimasto esitante sulla porta. &#8220;Che vuoi?&#8221; ti ho aggredito brusco. Tu non hai detto niente, sei corso verso di me e mi hai buttato le braccia al collo e mi hai baciato e le tue braccine mi hanno stretto con l&#8217;affetto che Dio ti ha messo nel cuo­re e che, anche se non raccolto, non appassisce mai. Poi te ne sei andato sgambettando giù dalle scale.<br />
Be&#8217;, figlio, è stato subito dopo che mi è scivolato di mano il giornale e mi ha preso un&#8217;angoscia terribile. Cosa mi sta succedendo? Mi sto abituando a trovare colpe, a sgridare; è questa la ricompensa per il fatto che sei un bambino, non un adulto? Non che non ti volessi bene, beninteso: solo che mi aspettavo troppo dai tuoi po­chi anni e insistevo stupidamente a misurarti col metro della mia età.<br />
E c&#8217;era tanto di buono, di nobile, di vero, nel tuo carattere ! Il tuo piccolo cuore così grande come l&#8217;alba sulle colline. Lo dimostrava il generoso impulso di correre a darmi il bacio della buonanotte. Nient&#8217;altro per stanot­te, figliolo. Solo che son venuto qui vicino al tuo letto e mi sono inginocchiato, pieno di vergogna.<br />
È una misera riparazione, lo so che non capiresti que­ste cose se te le dicessi quando sei sveglio. Ma domani sarò per te un vero papà. Ti sarò compagno, starò male quando tu starai male e riderò quando tu riderai, mi mor­derò la lingua quando mi saliranno alle labbra parole impazienti. Continuerò a ripetermi, come una formula di rito: &#8220;È ancora un bambino, un ragazzino!&#8221;<br />
Ho proprio paura di averti sempre trattato come un uomo. E invece come ti vedo adesso, figlio, tutto ap­pallottolato nel tuo lettino, mi fa capire che sei ancora un bambino. Ieri eri dalla tua mamma, con la testa sul­la sua spalla. Ti ho sempre chiesto troppo, troppo.</p>
<p></em></strong></p>
<div></p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p>Father forgets -  Scritto da W. Livingstone Larned</p>
</div>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/almesol.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/almesol.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/almesol.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/almesol.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/almesol.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/almesol.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/almesol.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/almesol.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/almesol.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/almesol.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/almesol.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/almesol.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/almesol.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/almesol.wordpress.com/57/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=57&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le opportunità dello studiare</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 01:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Almesol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni mattino alle prime luci dell&#8217;alba il freddo sprezzante lo percuoteva. Il piccolo garzone di bottega allora si alzava e si preparava. Per ripararsi dal freddo si agitava e sfregava le mani. Iniziava col trasportare le casse pesanti dal retro per sistemarle sulla strada. Poi prendeva la scopa e spazzava nello spazio davanti all&#8217;ingresso. Lentamente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=51&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni mattino alle prime luci dell&#8217;alba il freddo sprezzante lo percuoteva. Il piccolo garzone di bottega allora si alzava e si preparava. Per ripararsi dal freddo si agitava e sfregava le mani. Iniziava col trasportare le casse pesanti dal retro per sistemarle sulla strada. Poi prendeva la scopa e spazzava nello spazio davanti all&#8217;ingresso.</p>
<p>Lentamente il paese si svegliava e le prime voci si levavano dalle case. I bambini coi loro zaini in spalla andavano verso scuola tenendo la mano dei genitori. Il piccolo garzone li ammirava. Non era geloso, era triste. Perché loro andavano a studiare, ad imparare. Lui no. Lui non sapeva nemmeno leggere.</p>
<p>Durante le pause supplicava il padrone di insegnargli qualcosa, di scrivergli l&#8217;alfabeto, di aiutarlo aleggere. Ma questi gli diceva che era una perdita di tempo. Che c&#8217;era tanto lavoro da fare ed era inutile dedicarsi a tali inutilità. Ma il garzone non si arrendeva. Ogni volta che tra gli scatoloni trovava qualche rivista o inserto di grammatica italiana lo prendeva e lo andava a nascondere nel suo piccolo armadietto.</p>
<p>All&#8217;imbrunire, dopo aver finito il suo lavoro, trascorreva moltissimo tempo con questi preziosi scritti al lume di una piccola candela. Era contento, se s&#8217;impegnava avrebbe imparato a leggere. Sognava di studiare, un giorno.<br />
Giorno dopo giorno, foglio dopo foglio, appunto dopo appunto, iniziò a comprendere le scritture che ogni volta si trovava dinanzi. Ma tenne per sè tutti i suoi progressi, aveva paura di svelarli al suo padrone che sicuramente lo avrebbe osteggiato.</p>
<p>Erano mesi che oramai leggeva fluentemente i giornali vecchi buttati nella spazzatura dai ricchi signori in giacca e cravatta. Sapeva ciò che accadeva nel paese, conosceva bene la situazione politica ed economica della nazione. Ma era sempre attento a non mostrare la sua sapienza, sempre per il timore che lo accompagnava dall&#8217;infanzia.</p>
<p>Un giorno, mentre scaricava dei barili nella stradina dietro la bottega, udì un pianto prevenire da dietro un albero. Si avvicinò lentamente e vide un bambino ben vestito che piagnucolava con le mani che gli nascondevano il volto. Aveva la faccia rossa e con i piedi prendeva a calci la sua cartella.</p>
<p>Il piccolo garzone gli disse:&#8221; Perchè piangi, cosa ti è successo?&#8221;. Ed il bambino gli rispose:&#8221; Vattene! Cosa vuoi da me, non mi scocciare brutto garzone&#8221;.<br />
Ma il garzone non se ne andò. Prese dalla tasca un fazzoletto pulito e glielo porse.<br />
Il bambino allora smise di piangere e si pulì il viso.<br />
Il garzone allora gli chiese perché stesse prendendo a calci la cartella. Il bambino gli rispose: &#8221; E&#8217; tutta colpa della scuola, io non ci voglio andare. Prendo sempre brutti voti. A me piace giocare&#8221;.<br />
Il garzone spalancò gli occhi mentre sentiva quelle parole. &#8221; Tu non ti rendi conto di cosa stai dicendo &#8211; disse al bambino &#8211; io che sono costretto a lavorare perchè non abbiamo nemmeno da mangiare, non posso studiare e sarò sempre un garzone perchè non potrò fare nessun altro lavoro.&#8221; Il bambino allora gli rispose: &#8221; Ma allora non sai nemmeno leggere e scrivere?&#8221;. Il grazone gli rispose:&#8221; Ora sì, ma non sai quanta fatica c&#8217;è voluta. Per imparare non ho dormiro molte notti&#8221;.<br />
Il bambino incredulo:&#8221; Non hai dormito per imparare? Sei stato bravo. Io non l&#8217;avrei fatto. I miei genitori mi sgridano sempre perchè io non voglio fare i compiti e non voglio andare a scuola. Ora ci vado per far contenti loro, ma non ci capisco nulla. Prima prendevo a calci la cartella perchè devo scrivere un testo e se non lo faccio i miei genitori mi rimproverano.&#8221;<br />
Allora il piccolo garzone gli chiese di aspettarlo fino all&#8217;imbrunire. Quando chiuse la bottega, andarono insieme verso la casa del bambino a fare i compiti.</p>
<p>Il giorno dopo il garzone sentì chiamarlo da lontano: Carlo, carlo, carlo! Era Alberto, il bambino che il giorno prima piangeva. &#8221; Ho preso un bel voto al testo che mi hai aiutato a fare ieri. Ho raccontato tutto a mio padre. Vuole che tu venga a scuola con me. Ti pagherà tutte le spese.&#8221;</p>
<p>Sono passati vent&#8217;anni da quel giorno. L&#8217;avvocato Carlo Ruggiatelli, il piccolo garzone, non dimentica la sua infanzia. La conserva nel suo animo preziosa come un germoglio.<br />
Il germoglio del fiore della vita. Ogni giorno prima di andare nel suo studio legale in centro città, apre l&#8217;armadio e tira fuori una piaccola scatola di scarpe. Dentro ci sono i quotidiani vecchi di vent&#8217;anni.</p>
<p>Ma l&#8217;emozione e la voglia d&#8217;impare dalla vita sono sempre nuovi!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/almesol.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/almesol.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/almesol.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/almesol.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/almesol.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/almesol.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/almesol.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/almesol.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/almesol.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/almesol.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/almesol.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/almesol.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/almesol.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/almesol.wordpress.com/51/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=51&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;importanza dell&#8217;imparare</title>
		<link>http://almesol.wordpress.com/2011/12/11/limportanza-dellimparare/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 15:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Almesol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Polvere. Tanta polvere. &#160; Aprendo la porta un raggio di luce s&#8217;insediava bruscamente nella stanza dalle lenzuola grigie che una volta dovevano essere bianche. Lo stridore della porta che grattava il pavimento vechio e consunto era una violenza viva in quel silenzion di morte. I miei passi erano lenti ed attenti tra i fogli sparsi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=48&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Polvere. Tanta polvere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aprendo la porta un raggio di luce s&#8217;insediava bruscamente nella stanza dalle lenzuola grigie che una volta dovevano essere bianche. Lo stridore della porta che grattava il pavimento vechio e consunto era una violenza viva in quel silenzion di morte.</p>
<p>I miei passi erano lenti ed attenti tra i fogli sparsi sul pavimento. Alla parete una vecchia foto di Don Lorenzo Milano, il priore di barbiana, pendeva verso un lato. Segno indelebile del tempo trascorso e delle nuove priorità del tempo.Don Lorenzo Milani. Colui che aveva l&#8217;idea di dare un&#8217;istruzione ai poveri più poveri. &#8220;Voi – diceva – non sapete leggere la prima pagina del giornale, quella che conta e vi buttare come disperati sulle pagine dello sport. E’ il padrone che vi vuole così perchè chi sa leggere e scrivere la prima pagina del giornale è oggi e sarà domani dominatore del mondo&#8221;.</p>
<p>Una candele consunta a metà era appoggiata in un angolo. Accanto un pacco di fiammiferi aperto a metà. Accesi la candela.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Luce. Tanta luce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un&#8217;immensa parete vestita di libri rapì la mia vista. Difficile leggerne tutti i titoli per la polvere e l&#8217;incuria che se ne erano impadronite. Presi la scopa che ricordavo d&#8217;aver visto all&#8217;ingresso ed iniziai a pulire. Sistemai sulla scrivania tutti i fogli che erano sparsi sul pavimento. Erano con la parte scritta rivolta verso il basso. La facciata biancastra e pallida del foglio era ciò che vedevo. Girai la pila di fogli verso di me: erano dei temi di bambini delle scuole!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa vorrai fare da grande ?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;L&#8217;astronauta sarà il mio lavoro del futuro-diceva Luca-così potrò andare sulla luna e controllare tutto ciò che succede sulla terra con un cannocchiale&#8221;. &#8220;Diventerò medico e curerò il mondo intero &#8211; questo era Andrea &#8211; perchè non mi piace vedere soffrire le persone malate&#8221;. &#8221; Io farò il poliziotto &#8211; Giovanni &#8211; per arrestare tutti i malviventi e rendere il mondo migliore&#8221;. &#8221; Costruirò una grande casa per tutti gli animali abbandonati &#8211; scrisse Rosa &#8211; per toglierli dalle strade.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il tempo trascorreva tra le mie letture in quella nuova vecchia stanza. Ora dopo ora, tema dopo tema, libro dopo libro.</p>
<p>Siddharta di Hermann Hesse con la sua ricerca spirituale, la Divina Commedia di Dante Alighieri e la sua regola del contrappasso, L&#8217;amico ritrovato di Fred Uhlman ed il vaolre dell&#8217;amicizia, Il fu Mattia Pascal di Pirandello con il personaggio che non era ma esisteva. E tanti altri libri mi rapirono.</p>
<p>Quella cultura era prigioniera di quella stanza ed io ero prigioniero di quei libri. E più leggevo, più mi sentivo piccolo verso quell&#8217;immenso sapere. Più sai e più sai di non sapere &#8211; narrava Socrate. Ed era così. La stanchezza piano piano pesava. Soffiai sulla candela e rinchiusi la porta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vita. Tanta vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Decisi di percorrere a piedi il tratto fino a casa. Le ore trascorse tra i libri mi accompagnavano mentre passavo accanto alle locandine pubblicitarie, alle insegne, ai centri commerciali.</p>
<p>Leggevo sulle pubblicità e mi pareva di saperne qualcosa in più, sembrava di vedere oltre ai colori ammalianti del mondo di ora. Fermandomi di fronte allo slogan di una banca, mi ricordavo dei libri di matematica che mi spiegavano il concetto delle percentuali e del tasso e del libro di diritto che mi invitava a leggere le noticine piccole piccole scritte per non essere capite. D&#8217;avanti ad una grande marca che mi decantava il sapore ed il gusto di un cibo mi tornò in mente il libro di chimica dove avevo imparato il valore dei vari conservanti e coloranti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quella stanza buia, polverosa e vecchia era sempre con me.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma era nuova, vera e contemporanea più che mai.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/almesol.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/almesol.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/almesol.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/almesol.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/almesol.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/almesol.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/almesol.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/almesol.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/almesol.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/almesol.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/almesol.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/almesol.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/almesol.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/almesol.wordpress.com/48/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=48&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Capricci a scuola</title>
		<link>http://almesol.wordpress.com/2011/12/11/capricci-a-scuola/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 15:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Almesol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Capita ai grandi e quindi anche ai bambini: un momento di pigrizia, una giornata di stanchezza, una mattina in cui si ha voglia di fare solo quello che ci va. Ma se d’improvviso un bimbo non vuole andare a scuola sta diventando capriccioso o il suo rifiuto scolastico ha radici ben diverse?   La prima [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=46&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita ai grandi e quindi anche ai bambini: un momento di pigrizia, una giornata di stanchezza, una mattina in cui si ha voglia di fare solo quello che ci va. <strong>Ma se d’improvviso un bimbo non vuole andare a scuola sta diventando capriccioso o il suo rifiuto scolastico ha radici ben diverse?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La prima cosa da fare è ascoltare il piccolo:</strong> non solo le sue parole, ma anche il suo corpo. Sintomi psicosomatici come il<strong> mal di pancia</strong>, disturbi borderline, disturbi di partecipazione, balbuzie e disturbi del sonno sono chiari segnali di un disagio radicato. Anche i racconti  di quanto avviene in classe e i disegni sono una spia importante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se considerati questi fattori il quadro generale non risulta essere rassicurante, allora è bene per prima cosa confrontarsi sia con il bambino, cercando di fargli spiegare con esattezza cosa non va, che con la maestra, per trovare una soluzione insieme a lei. In linea generale i motivi che inducono un bimbo a dire che la scuola non gli piace più sono facilmente risolvibili e rientrano nella casistica seguente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Andare male a scuola può causare serio imbarazzo. </strong>Se la voglia di imparare si trasforma in frustrazione la scuola diventa un incubo. Sta a voi aiutare vostro figlio a migliorarsi con pazienza e senza vergognarsi dei propri errori. Questo tipo di rassicurazione migliorerà in fretta le cose</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Troppe regole e troppe ore fermo al banco sono una sofferenza. </strong>Purtroppo il bimbo dovrà abituarsi e ci vorrà del tempo. Parlare di questo disagio con la maestra vi aiuterà a trovare una strategia funzionante</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non andare d’accordo con i compagni.</strong> Le prese in giro dei bambini possono essere terribili. Il piccolo in tal caso va rassicurato e, soprattutto, aiutato a creare delle amicizie che lo supportino. Anche qualche consiglio su come controbattere sarà poi ben accetto. [nexta]</p>
<p><img src="http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/296132_2251290036095_1063576988_32302724_1550176940_n.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Il crowdfunding</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 15:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Almesol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il crowd funding o crowdfunding (dall&#8217;inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. Il termine trae la propria origine dal crowdsourcing, processo di sviluppo collettivo di un prodotto. Il crowdfunding [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=44&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p>Il <strong>crowd funding</strong> o <strong>crowdfunding</strong> (dall&#8217;inglese <em>crowd</em>, folla e <em>funding</em>, finanziamento) è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. Il termine trae la propria origine dal crowdsourcing, processo di sviluppo collettivo di un prodotto. Il crowdfunding si può riferire a processi di qualsiasi genere, dall&#8217;aiuto in occasione di tragedie umanitarie, al sostegno all&#8217;arte e ai beni culturali, algiornalismo partecipativo, fino all&#8217;imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica.</p>
<p>Il web è solitamente la piattaforma che permette l&#8217;incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowd funding.</p>
<p>I principi fondamentali del modello del crowdfunding sono riuniti nel Kapipalist Manifesto, scritto dall&#8217;italiano Alberto Falossi (fondatore della piattaforma di crowdfunding Kapipal). Colui che ha portato alla notorietà il crowdfunding oltreoceano è Barack Obama, pagando parte della sua campagna elettorale per la presidenza con i soldi donati dai suoi elettori, i quali erano i primi portatori di interesse. Le iniziative di crowdfunding si possono distinguere in iniziative autonome, sviluppate <em>ad hoc</em> per sostenere cause o progetti singoli, e piattaforme di<em>crowdfunding</em>.</p>
<p>Esempio di iniziativa autonoma di <em>crowdfunding</em> è la campagna si chiamava <em>“Tous Mecenes”</em> (tutti mecenati) del Louvre. Il progetto prevedeva di raccogliere 1 milione di euro attraverso le donazioni delle <em>web community</em> per acquistare il capolavoro rinascimentale <em>Le tre grazie</em> di Cranach da un collezionista privato.</p>
<p>Le piattaforme di crowdfunding sono siti web che facilitano l’incontro tra la domanda di finanziamenti da parte di chi promuove dei progetti e l’offerta di denaro da parte degli utenti. Le piattaforme di crowdfunding si possono distinguere in generaliste, che raccolgono progetti di ogni area di interesse, e verticali (o tematiche), specializzate in progetti di particolari settori.</p>
<p>Tra gli esempi più illustri di piattaforme di crowdfunding annoveriamo <em>Indiegogo</em> e <em>Kickstarter</em> (generalisti), <em>PledgeMusic</em> dedicata ai progetti musicali, <em>Quirky</em> rivolta ai designer,<em>CatWalkGenius</em> per gli stilisti in erba, <em>COfundOS</em> per la realizzazione software open-source. Attraverso Kickstarter, gli ideatori del social network Diaspora hanno raccolto oltre 200 mila dollari, partendo da una richiesta di finanziamento iniziale di 10 mila dollari.</p>
<p>In Italia, la prima piattaforma generalista di crowd funding è stata <em>Eppela</em>.</p>
</div>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/almesol.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/almesol.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/almesol.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/almesol.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/almesol.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/almesol.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/almesol.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/almesol.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/almesol.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/almesol.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/almesol.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/almesol.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/almesol.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/almesol.wordpress.com/44/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=44&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I ragazzi lungo la strada della vita</title>
		<link>http://almesol.wordpress.com/2011/12/11/i-ragazzi-lungo-la-strada-della-vita/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 15:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Almesol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Certe volte li vedi camminare veloci con lo sguardo vuoto. Invece sono lì che pensano, pieni degli eventi dela loro vita. Si agitano, si muovono, spesso non vogliono stare seduti nello steso posto. Sono i ragazzi che studiano. Che tolgono tempo ai loro impegni perchè obbligati dai genitori. Quante ose avrebbero da fare, se non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=42&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certe volte li vedi camminare veloci con lo sguardo vuoto. Invece sono lì che pensano, pieni degli eventi dela loro vita.</p>
<p>Si agitano, si muovono, spesso non vogliono stare seduti nello steso posto.</p>
<p>Sono i ragazzi che studiano.</p>
<p>Che tolgono tempo ai loro impegni perchè obbligati dai genitori.</p>
<p>Quante ose avrebbero da fare, se non fossero lì seduti!</p>
<p>Le materie da studiare sono tante ma la voglia è poca.</p>
<p>Parliamo spesso con loro, dialoghiamo, gli chiediamo della loro vita. Una vita che ti devono aprire per far sì che comprendano loro stessi che ciò che stano facendo con te è vita.</p>
<p>Sono ragazzi ricchi d’impegni ma privi di sogni, obbiettivi.</p>
<p>Ricchi!</p>
<p>Il lavoro più duro è quello di fargli tornare la voglia d’imparare, di suscitare di nuovo interesse nel loro agire.</p>
<p>I compiti sono soltanto la conseguenza della loro nuova consapevolezza. E non fa nulla se non diverrano dei geni. Ma di sicuro saranno delle persone nuove e più ricche.</p>
<p>Sapranno che ogni volta che verranno da noi saranno importanti, avranno la giusta attenzione che il mondo gli ha tolto.</p>
<p>Loro continueranno a camminare con lo sguardo vuoto.</p>
<p>Ma sapranno che accanto avranno chi si interessa a loro e li ascolterà.</p>
<p><img src="http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/60884_1500457305746_1063576988_31357749_5431953_n.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Don Lorenzo Milani. L&#8217;uomo che insegnò ad interessarsi a tutto( &#8220;I care&#8221; &#8211; &#8220;Tutto era scuola&#8221; ).</title>
		<link>http://almesol.wordpress.com/2011/12/11/don-lorenzo-milani-luomo-che-insegno-ad-interessarsi-a-tutto-i-care-tutto-era-scuola/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 15:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Almesol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Voi – diceva – non sapete leggere la prima pagina del giornale, quella che conta e vi buttare come disperati sulle pagine dello sport. E’ il padrone che vi vuole così perchè chi sa leggere e scrivere la prima pagina del giornale è oggi e sarà domani dominatore del mondo&#8221;. Aveva una dialettica e una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=40&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Voi – diceva – non sapete leggere la prima pagina del giornale, quella che conta e vi buttare come disperati sulle pagine dello sport. E’ il padrone che vi vuole così perchè chi sa leggere e scrivere la prima pagina del giornale è oggi e sarà domani dominatore del mondo&#8221;. Aveva una dialettica e una capacità di leggere dentro straordinaria. Riusciva in ognuno a toccare e far vibrare la corda più sensibile.</p>
<p>Nella sua scuola raccolse giovani operai e contadini di ogni tendenza politica, presenza che mantenne e ampliò perchè dimostrò di servire la verità prima di ogni altra cosa: &#8220;vi prometto davanti a Dio che questa scuola la faccio unicamente per darvi una istruzione e che vi dirò sempre la verità di qualunque cosa, sia che serva alla mia ditta, sia che la disonori, perchè la verità non ha<em> </em>parte, non esiste il monopolio come le sigarette&#8221;, disse ai suoi giovani uno dei primi giorni di scuola a Calenzano; una scuola dove l’impegno sindacale e quindi l’impegno sociale era considerato come un preciso dovere a cui un lavoratore cristiano non poteva sottrarsi. Attraverso la scuola ed i suoi giovani conobbe i veri problemi del popolo. Entrò nelle famiglie come uno di loro pronto a dare un aiuto su qualunque questione.</p>
<p>Operava per far prendere coscienza ai giovani operai sulla necessità che divenissero protagonisti del loro futuro rifuggendo da schieramenti preconcetti, ma distinguendo sempre il vero dal falso. Ragionando sempre con la propria testa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sua scuola accoglieva solo operai e contadini, perchè intendeva eliminare la differenza culturale che esisteva tra questi e altri strati sociali. Per questo la definiva scuola classista, nel senso cioè di scelta dei poveri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un giorno un ragazzo di solida famiglia cattolica gli disse: &#8220;ma lei insegna anche a lui che è comunista e dichiarato nemico della Chiesa ? Io gli insegno il bene – rispose &#8211; gli insegno a essere un uomo migliore, e se poi continua a rimanere comunista, sarà un comunista migliore.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; sempre nella veste di educatore che rivendica l&#8217;assoluzione da un&#8217;accusa che lo definisce un cattivo maestro. Parole come libertà di stampa, responsabilità e obbedienza trovano nel suo vocabolario significati diversi: &#8221; Un sacerdote che ingiuria un carcerato ha sempre torto. Tanto più se ingiuria chi è in carcere per un ideale. Non avevo bisogno di far notare queste cose ai miei ragazzi. Le avevano già intuite. E avevano anche intuito che ero ormai impegnato a dar loro una lezione di vita. Dovevo ben insegnare come un cittadino reagisce all&#8217;ingiustizia. Come ha libertà di parola e di stampa. Come il cristiano reagisce anche al sacerdote e perfino al vescovo che erra. Come ognuno deve sentirsi responsabile di tutto. Su una parete della nostra scuola c&#8217;è scritto grande:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I CARE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; il motto intraducibile dei giovani americani migliori. &#8220;Me ne importa, mi sta a cuore&#8221;.</p>
<p>E&#8217; il contrario esatto del motto fascista &#8220;Me ne frego&#8221;".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em>Una scuola unica al mondo e diversa da tutte le altre: diversa negli orari, diversa negli obiettivi, diversa nei metodi, diversa nei contenuti. A Barbiana tutto era scuola e scuola esigente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Erano scuola le visite: gli ospiti si confrontavano con i ragazzi e diventavano loro insegnanti per le loro competenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Era scuola la lettura della posta e del giornale che veniva letto ad alta voce tutti i giorni e diventava occasione per fare geografia e storia contemporanea, per approfondire le questioni sociali, politiche e sindacali. Ogni articolo veniva sviscerato a fondo con costruttiva criticità, separando le forzature di parte dalle verità. Era scuola l&#8217;osservazione delle stelle, imparare a sciare, a camminare sui trampoli, a nuotare, a dipingere dal vero. Era scuola l&#8217;apprendimento della lavorazione del legno e del ferro, per questo furono attrezzate due stanze al piano di sotto della canonica: <strong>la fucina</strong> e <strong>l&#8217;officina</strong> per lavorare il legno e il ferro. Qui si costruivano gli oggetti utili per la scuola, la chiesa e la casa.</p>
<p>Era una scuola a tempo pieno, dalle 8 del mattino fino alle ore 7 di sera, con una breve interruzione per mangiare. Chi non abitava vicino, mangiava sui tavoli della scuola il fagottino che si era portato da casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le tante ore di scuola consentivano di andare a fondo ad ogni materia. Spesso il risultato finale dello studio veniva visualizzato con grafici appesi alle pareti della scuola. Ad esempio i grafici della composizione del Parlamento sono il risultato di mesi e mesi di approfondimento: occorreva saper tutto dei partiti, come erano nati, quale era la loro ideologia, chi li guidava, la loro forza elettorale, le loro posizioni caratterizzanti e ancora la composizione dei vari Governi,la conoscenza della macchina organizzativa, i regolamenti della Camera e del Senato, i Gruppi e le Commissioni parlamentari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi era sempre corrispondenza fra lo studio teorico e la pratica.</p>
<p>Quando i ragazzi impararono a comporre i mosaici con i vetrini colorati, subito si passò a decorare le vetrate della chiesa e poi fu realizzato un monachello scolaro che don Lorenzo battezzò &#8220;santo scolaro&#8221; in onore ai ragazzi che chiamava scherzosamente i miei sei piccoli monaci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;apprendimento della lingua italiana e delle lingue straniere erano centrali a Barbiana. Alcuni metodi originali si trovano lungo il percorso come lo studio delle lingue straniere con i dischi, lo schema per la coniugazione di verbi o il disegno per l&#8217;uso del verbo <em>potere</em> e <em>dovere</em> in tedesco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il percorso didattico è il frutto di un anno di ricerche e lavoro fatto dalla Fondazione che ha recuperato gli originali e ricostruito quanto disperso con l&#8217;aiuto di foto e testimonianze di allievi.</p>
<p>Il percorso coinvolge anche l&#8217;esterno, cioè i pergolati e la piscina e si chiude con uno sguardo al paesaggio e al cimitero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://photos-f.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/225707_2065324907083_1063576988_32110846_7195343_a.jpg" alt="" /></p>
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		<title>La cultura</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 15:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Almesol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nozione di cultura (dal verbo latino colere, &#8220;coltivare&#8221;) appartiene alla storia occidentale. L&#8217;utilizzo di tale termine è stato, poi, esteso a quei comportamenti che imponevano una &#8220;cura verso gli dei&#8221;: così il termine &#8220;culto&#8221;. &#160; Il concetto moderno di cultura può essere inteso come quel bagaglio di conoscenze ritenute fondamentali e che vengono trasmesse [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=almesol.wordpress.com&amp;blog=30357541&amp;post=38&amp;subd=almesol&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nozione di cultura (dal verbo latino colere, &#8220;coltivare&#8221;) appartiene alla storia occidentale. L&#8217;utilizzo di tale termine è stato, poi, esteso a quei comportamenti che imponevano una &#8220;cura verso gli dei&#8221;: così il termine &#8220;culto&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il concetto moderno di cultura può essere inteso come quel bagaglio di conoscenze ritenute fondamentali e che vengono trasmesse di generazione in generazione. Tuttavia il termine cultura nella lingua italiana denota due significati principali sostanzialmente diversi:</p>
<p>Una concezione umanistica o classica presenta la cultura come la formazione individuale, un&#8217;attività che consente di &#8220;coltivare&#8221; l&#8217;animo umano; in tale accezione essa assume una valenza quantitativa, per la quale una persona può essere più o meno colta.</p>
<p>Una concezione antropologica o moderna presenta la cultura come il variegato insieme dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali e delle abitudini delle diverse popolazioni o società del mondo. Concerne sia l&#8217;individuo sia le collettività di cui egli fa parte. In questo senso il concetto è ovviamente declinabile al plurale, presupponendo l&#8217;esistenza di diverse culture, e tipicamente viene supposta l&#8217;esistenza di una cultura per ogni gruppo etnico o raggruppamento sociale significativo, e l&#8217;appartenenza a tali gruppi sociali è strettamente connessa alla condivisione di un&#8217;identità culturale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esistono diversi significati del concetto di cultura:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo una concezione classica la cultura consiste nel processo di sviluppo e mobilitazione delle facoltà umane che è facilitato dall&#8217;assimilazione del lavoro di autori e artisti importanti e legato al carattere di progresso dell&#8217;età moderna.</p>
<p>Secondo una concezione antropologica la cultura &#8211; o civiltà &#8211; presa nel suo più ampio significato etnologico è “quell&#8217;insieme complesso che include il sapere, le credenze, l&#8217;arte, la morale, il diritto, il costume, e ogni altra competenza e abitudine acquisita dall&#8217;uomo in quanto membro della società” secondo la nota definizione dell&#8217;antropologo inglese Edward Tylor (da Cultura primitiva, 1871).</p>
<p>Negli anni, la definizione antropologica di Cultura è molto cambiata, secondo l&#8217;antropologo Ulf Hannerz, &#8220;una cultura è una struttura di significato che viaggia su reti di comunicazione non localizzate in singoli territori&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La definizione dell&#8217;Unesco considera la cultura come &#8220;una serie di caratteristiche specifiche di una società o di un gruppo sociale in termini spirituali, materiali, intellettuali o emozionali&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;uso popolare della parola cultura in molte società occidentali può riflettere semplicemente il carattere stratificato di queste società: molti usano questa parola per designare i beni di consumo, e attività come ad esempio la cucina, l&#8217;arte o la musica. Altri usano il termine di &#8220;cultura alta&#8221; per distinguere quest&#8217;ultima da una presunta cultura &#8220;bassa&#8221;, intendendo con quest&#8217;ultima l&#8217;insieme dei beni di consumo che non appartengono all&#8217;élite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Cultura non è apparato esteriore della vita. È consapevolezza pratica legata alla propria esperienza individuale (nihil in intellectu quod non fuerit in sensu) , divenuta anche teorica attraverso una rete concettuale via via più complessa in base all&#8217;apporto del mondo esterno, delle esperienze altrui, di quanto gli autori-aumentatori hanno trasmesso di loro e del loro mondo (della loro epoca). È fatto sia individuale che sociale. Sociale però anche in senso negativo: i modelli che provengono dall&#8217;esterno, proprio perché si pongono come modelli, ci rendono passivi se ci danno l&#8217;illusione di aver trovato il significato e persino il fine da perseguire. Più che di imitazione, dinamica ricerca di miglioramento, si tratta spesso di pura e semplice seduzione ovvero di sviamento. Negli aspetti sociali della cultura c&#8217;é più apparato esteriore che stimolo alla personalità di ciascuno: più paternalismo e padreternismo e madonnismo e machismo che autentica liberazione. Più competizione (siamo i primi, siamo gli unici, siamo i migliori) che autentica liberazione. In poche parole c&#8217;é più sussiego che autenticità e sviluppo. (Lucia degli Scalzi) Fritjof Capra rappresenta la Cultura di una rete sociale come una cellula con un nucleo culturale più definito e dei confini porosi. A seconda dei propri valori una cultura può essere aperta o chiusa, così come una cellula accetta alcuni elementi ed altri no.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://photos-a.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/205885_2063655905359_1063576988_32108273_7769689_a.jpg" alt="" /></p>
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