Compiti estivi Ischia

Quest’estate siamo con Te!

Aiuto scolastico pomeridiano in tutte le materie.

Alme Sol – Studiare col sorriso –
DOPOSCUOLA & LINGUE STRANIERE

– RECUPERI SCOLASTICI a tutti i livelli

– DOPOSCUOLA PER ELEMENTARI ,MEDIE, SUPERIORI in tutte le materie

Svolgimento dei compiti con approfondimento e miglioramento nelle materie ove si hanno difficoltà

Ambiente scolastico confortevole e stimolante, senza le distrazioni domestiche.

Computer, libri, dizionari, enciclopedie a disposizione dei ragazzi.
Nelle attività dei ragazzi, momenti di pausa, con divertimento e dialogo.
Acqua, caffè, bibite, biscotti, merende (pane e pomodoro, frutta ecc.).
Nelle attività per bambini si socializza e si fanno nuove amicizie.

FORIO – CELL 3287256248

Doposcuola Ischia

Doposcuola Forio 

Lingue Ischia 

Tedesco Ischia 

Inglese Ischia 

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CHE SCUOLA SUPERIORE SCEGLIERE ?

CHE INDIRIZZO SCOLASTICO PRENDERE DOPO LE MEDIE?

NELLA SCELTA DELLA SCUOLA SUPERIORE VI SUGGERIAMO DI:

VERIFICARE IL PIANO DI STUDI DI TUTTI E 5 GLI ANNI CON LE RELATIVE MATERIE DA STUDIARE.

SEGNARE LE MATERIE DOVE SI VA BENE

SEGNARE QUELLE IN CUI ANDATE MENO BENE.

E POI DECIDERE.

MOLTO UTILE POSSONO ESSERE I QUESTIONARI DI ORIENTAMENTO CHE TROVATE IN INTERNET.

DOPOSCUOLA ISCHIA – ALME SOL

DA SEMPRE DALLA PARTE DEGLI STUDENTI!

FORIO – VIA MONTERONE 55 – TEL 3287256248

 

LINGUE STRANIERE ISCHIA

LINGUE STRANIERE ISCHIA – ALME SOL

– LINGUE STRANIERE PER ADULTI E RAGAZZI
(Inglese, Tedesco, Russo, Francese, Spagnolo – Italiano per stranieri)

I nostri incontri permettono di imparare il tedesco secondo un percorso personale, costruito su misura, che si adatta alle singole esigenze. Ogni aspetto della comunicazione linguistica (ricezione, interazione e produzione orale e scritta) viene curato nel dettaglio.

LINGUE A ISCHIA – LINGUE STRANIERE ISCHIA
Corso Inglese Ischia, Corso Tedesco Ischia, Lingue Ischia, Lingua Inglese Ischia.
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Alme Sol – Forio – Tel e Whatsapp 3287256248

 

Doposcuola Ischia

Alme Sol – Studiare col sorriso –
DOPOSCUOLA & LINGUE STRANIERE

– RECUPERI SCOLASTICI

– DOPOSCUOLA PER ELEMENTARI ,MEDIE, SUPERIORI

Svolgimento dei compiti con approfondimento e miglioramento nelle materie ove si hanno difficoltà

Ambiente scolastico confortevole e stimolante, senza le distrazioni domestiche.

Computer, libri, dizionari, enciclopedie a disposizione dei ragazzi.
Nelle attività dei ragazzi, momenti di pausa, con divertimento e dialogo.
Acqua, caffè, bibite, biscotti, merende (pane e pomodoro, frutta ecc.).
Nelle attività per bambini si socializza e si fanno nuove amicizie.

FORIO – CELL 3287256248

Educare

Il lassismo, la demagogia, il pezzo di carta hanno tolto motivazione allo studio inteso come vettore al lavoro, alle realizzazioni.

 

Una scuola che toglie importanza alla grammatica, ai riassunti, alla matematica, all’inglese per lasciare spazio ai laboratori che la rendono appetibile e interessante.

Una scuola che non prepara ma intrattiene.

E domani non avremo altro.

STUDIARE INSIEME MIGLIORA IL TUO BAMBINO!

La cura degli aspetti emotivi, sociali e relazionali creano un clima più cooperativo, sostenendo e rafforzando l’attitudine dei bambini verso altruismo e la generosità nei confronti dei compagni.
Avere successo a scuola implica la capacità di rispondere alle richieste di compagni e degli insegnanti non solo sul piano cognitivo, linguistico e matematico, ma anche sul piano relazionale, affettivo ed emotivo.
Per questo lavorare sull’empatia, sulla relazione e sulle competenze sociali significa anche promuovere un migliore adattamento del bambino a scuola ed un migliore rendimento scolastico.
Nel lavoro relazionale dei ragazzi interviene anche una componente motivazionale, con una spinta a mettere in atto un comportamento di aiuto e di conseguenza di espressione e soprattutto di sviluppo delle proprie capacità.
La costruzione di un clima di aiuto, comprensione e ascolto promuove un percorso protettivo di potenziamento dell’autostima e del senso di competenza ed efficacia che il bambino sente a scuola. In fondo una relazione empatica e di comprensione crea quella base di fiducia, di responsabilità e autonomia che consente maggiore impegno e motivazione nel percorso di apprendimento.
Il termine empatia deriva dal greco “en pathos” letteralmente sentire dentro. Nel linguaggio quotidiano questo termine è spesso sinonimo di sensibilità, comprensione, altruismo.
Sin dai primi mesi di vita i bambini si dimostrano capaci di provare una qualche forma di empatia, sono cioè capaci di sintonizzarsi sulla tonalità affettiva delle persone con cui sono in relazione.
L’empatia può costituire un potente collante sociale e un meccanismo di comprensione reciproca tra adulti e bambini e tra bambini. Possiamo cioè rintracciare l’empatia nelle relazioni adulto-bambino e nelle relazioni tra compagni.
www.almesol.it – Doposcuola & Lingue – Forio

Voglio solo essere un bambino

Anche oggi piove.

Il ticchettio delle goccioline sulla parete prosegue inesorabilmente. Anche oggi è grigio.
Anche oggi mi sono svegliato alcuni minuti prima della sveglia.
Sarà l’abitudine o forse è la paura della sveglia.

Aprire gli occhi prima che la sveglia suoni, mi fa respirare il silenzio della casa. Per pochi attimi non sento nulla. La casa quando la viviamo non è mai silenziosa. E´ rumorosa. Perché ognuno di noi si trascina la propria vita dentro le mura domestiche. Ognuno di noi ha un’altra vita che non è quella che siamo in casa. Anche se abitiamo sotto lo stesso tetto, viviamo separati. Continuando a vivere le nostre passioni a cui pensiamo anche mentre siamo con i nostri parenti. E anche quando parliamo con gli altri, spesso lo facciamo per confermare a noi stessi che siamo sulla strada giusta. Quando parliamo con gli altri, in verità parliamo prima con noi stessi per combattere le nostre insicurezze.

La sveglia suona.

Si sentono i primi versi mattutini, le pantofole che si scontrano coi piedi. La porta del bagno che si apre, il rumore della moka del caffè. E poi iniziano i lamenti, le urla.

“Paolooooooooooooo, svegliati!!! Fa presto, sono in ritardo”. Lei è in ritardo, non io. Lei. Io sono una parte del suo Lei. Non sono io che arrivo tardi a scuola, che devo fare colazione, che devo lavarmi e vestirmi. E Lei che deve mantenere i suoi equilibri.
“Robertaaaaaaaaaaa, dove hai messo la camicia azzurra”? Dove l’ha messa?
Perché è scontato che in casa le proprie cose le debbano sistemare gli altri, chissà dove poi. Lo pensiamo, forse, perché viviamo in una casa di cui non si conoscono nemmeno l’ordine ed i contenuti.

Mi tolgo il pigiama ed indosso jeans e felpa.
Mi trascino sino alla tavola, dove una tazza di latte e due brioche mi attendono in solitudine.

Non parlo.

Mangio in fretta – perché il tempo in questa vita non c’è più. Corro in bagno.

Non parlo.

Mi lavo i denti e la faccia. Prendo il gel e mi passo la mano per i capelli.

Non parlo.

Esco di casa, mia mamma mi aspetta in auto. L’auto è accesa.
Anche il motore si lamenta del tempo che corre.

Metto le cuffie e mi isolo.
Mamma è già al cellulare che parla. Parla, parla, parla. Con le amiche, gli amici. Con loro parla, con noi a casa dice di non aver niente di cui parlare, di non avere tempo. Dice che facciamo sempre le stesse cose, di cosa dovremmo parlare? Questa la sua giustificazione al non dialogo.

A casa non si parla.
Appoggio la testa al finestrino, con gli occhi guardo il mondo che non vedo.

Solo i miei amici, la pallacanestro e la musica non mi sono estranei.

Il resto, boh… Non so. Chissenefrega.

L’auto si ferma, mamma mi dà un bacio sulla guancia ed io vado. Mi tiro la lampo del giubbotto ed entro a scuola.

Al cancello mi aspettano Robby, Andri e Fede. I miei amici.
Il mio mondo.
”Oggi ho l’interrogazione di Inglese”, inizia Robby.

“Non mi ci far pensare, oggi mi aspettano due guerre: Matematica e Storia!” la mia risposta.
Fede ci ricorda che nel pomeriggio dobbiamo andare a vedere il nuovo centro commerciale che hanno aperto.

Le lezioni iniziano, proseguono e finiscono. Scorrono su di me, non mi appartengono. Nell’ora di Storia parlo, rispondo, affermo. Le parole escono dalla mia bocca, spinte dalla testa. Meno male, oggi è andata. Un 6 l’ho preso di sicuro.
”Paolo, lo vedi che quando vuoi le cose le sai ?” con questa frase della professoressa torno al mio posto.
E’ l’una e mezza, si torna a casa.

A casa.

Casa, che parola strana. Casa è la sedia dove sedersi, casa è il tetto dove ripararsi, casa è il piatto da cui mangiare.
Casa è la forza e l’affetto da ricevere …
Ed invece eccola, vuota da farmi schifo.

Chi è ? Sono io maaaaaaaaa.
Entro.

Lascio cadere la cartella ed il giubbotto sul letto e vado in cucina.

Mentre mangio, chatto e scrivo sui social.
Mamma guarda la TV a volume altissimo, deve sentire ogni parola senza distrazioni. Così dice.

Il Tai chi delle emozioni

Quando senti sopraggiungere un’emozione negativa (tristezza, rabbia, paura, sconforto ecc.), calati lentamente in quella sensazione. Lentamente! Fai dei movimenti lenti, come quelli del tai chi. Se ti senti triste, chiudi gli occhi e lascia che sensazioni e pensieri scorrano come un film al rallentatore.
Procedi con estrema lentezza, immergendoti nella sensazione il più adagio possibile. Osserva con attenzione ciò che accade nella tua mente e nel tuo corpo, nei minimi dettagli, come se avessi una visione a 360 gradi.
Procedendo nella maniera più lenta possibile, riesci a vedere ogni azione separatamente e ogni dettaglio che si scosta dal quadro d’insieme.
Per un po’ di tempo, fai dei movimenti molto lenti, rallenta tutto ciò che abitualmente fai durante la giornata. Ad esempio: cammina più lentamente del solito, fai la doccia impiegandoci il doppio del tempo, mastica molto più adagio di come sei abituato. Anche quanto ti vesti o ti spogli, fai tutti i movimenti al rallentatore.
Quando rallenti ogni cosa anche il tuo organismo rallenta. Corpo ed emozioni sono tutt’uno: tristezza, scoraggiamento, angoscia, rabbia ecc… anch’esse rallenteranno.
Questo esercizio può trasformarsi in un’esperienza incredibile, davvero fuori dall’ordinario: pensieri, desideri, aggressività, abitudini negative… tutto rallenta.
Se ad esempio fumi, prova a compiere tutti i movimenti dell’atto di fumare con estrema lentezza… Muovi le mani, estrai il pacchetto di sigarette, estrai la sigaretta, prendi l’accendino, tutto lentissimamente in modo da impiegare mezz’ora per fumare una sigaretta. Poni l’attenzione completa in ogni movimento che fai.

Rimarrai sorpreso dai risultati!

Fonte: Dr. Marco Paret

Utile supporto per i compiti

–       Selezionare le informazioni in base all’obiettivo, aiutandosi con colori diversi o sottolineature, per cercare i dati utili in un testo e sintetizzarlo;

–       Organizzare le informazioni in schemi, elenchi, mappe concettuali, linee del tempo, ecc. per far emergere collegamenti e integrare conoscenze pregresse;

–       Sintetizzare e fare il punto della situazione per facilitare la comprensione e la memorizzazione, divenendo più consapevole del proprio apprendimento;

–       Porsi domande, lasciarsi guidare dalla curiosità per aprire la strada a nuovi interrogativi e, dunque, a nuovi apprendimenti;

–       Confrontare argomenti, informazioni e punti di vista diversi per sviluppare capacità critiche e flessibilità di pensiero.

Va precisato che non esiste la strategia perfetta in assoluto, così come non esiste un vestito che sta bene a tutti allo stesso modo: esistono vestiti in grado di valorizzare alcuni corpi ed esistono strategie più funzionali di altre in alcune situazioni.