Il linguaggio degli animali

Sia che vivano da soli o in gruppi organizzati, gli animali comunicano tra loro: si scambiano informazioni per la ricerca del cibo, la conquista e la difesa del proprio territorio, la ricerca di un compagno per la riproduzione, l’allevamento dei piccoli e la difesa dai predatori.

I colori particolarmente brillanti e vivaci del piumaggio di alcuni uccelli maschi servono a corteggiare e attirare la femmina nel periodo della riproduzione.
Qualche volta invece i colori e i disegni sul corpo di un animale servono a spaventare eventuali predatori.
Per esempio, alcune farfalle notturne, se disturbate, aprono le ali per mostrare due macchie simili agli occhi di un grosso e spaventoso animale.
Il gufo, per sembrare più grande e spaventare l’eventuale predatore, può aprire le ali e distenderle.
Alcuni animali possono emettere luce per attirare il partner. Questa in particolare è una caratteristica degli insetti, come la lucciola.
Anche i gesti sono dei segnali visivi. Lo spinarello invita la femmina all’accoppiamento con una particolare danza a zig-zag, mentre il suo colore rosso intenso segnala agli altri maschi di tenersi lontano dal suo territorio.
I felini, in genere, come segnale di difesa mostrano i denti, tengono le orecchie basse e il pelo rizzato. Viceversa mostrare il ventre o il collo e tenere la testa abbassata sono segnali di sottomissione.

Molti animali producono suoni e rumori per attirare il pater, segnalare il possesso del territorio, minacciare o chiedere aiuto. Gli insetti producono suoni facendo vibrare delle membrane o sfregando ali o zampe come fanno i grilli e le cicale. Le rane gracidano gonfiando la gola.
Gli uccelli emettono suoni attraverso un organo particolare che si chiama siringe.
I mammiferi utilizzano le corde vocali, che vibrano quando l’aria fuoriesce dalla bocca.
A volte i rumori non sono prodotti da organi particolari, ma semplicemente battendo una parte del corpo: è questo il caso del picchio, che batte il becco sul tronco degli alberi, con diverso ritmo a seconda del messaggio che vuol inviare. Ad esempio per segnare il territorio o per richiamare una femmina; altri animali, battono le zampe a terra per segnalare un pericolo imminente.

Molto particolare è il modo di comunicare adottato dalla marmotta chiamata anche “sentinella delle Alpi”.
È chiamata così perché il suo fischio è un segnale di pericolo ben noto anche agli altri animali di montagna come stambecchi, cervi e camosci.
Alla base del suo sistema di comunicazione c’è il cosiddetto “fischio”, in realtà un vero e proprio grido prodotto dall’espulsione dell’aria attraverso le corde vocali.
Esistono tre tipi diversi di fischio:
“un fischio singolo”che segnala un predatore aereo come l’aquila, l’astore o il corvo che possono predare i neonati oppure per gli esseri umani che si avvicinano dall’alto;
“fischi multipli brevi”che segnalano un predatore terrestre, un cane o una persona che si avvicinano dal basso;
“fischi multipli lunghi” che segnalano la presenza del predatore più pericoloso, la volpe.
L’emissione di fischi multipli lunghi è l’unico caso in cui più individui o più famiglie contemporaneamente emettono il segnale, probabilmente questa emissione “corale”ha la funzione di tenere la volpe lontano dalle tane.
I fischi sono udibili fino a un chilometro di distanza in linea d’aria, anche se giungono attenuati.

Diversi ricercatori anglosassoni hanno studiato i suoni emessi dalla volpe in svariate circostanze.
Come molti sanno, una discreta attività vocale stagionale si manifesta nel periodo del calore e degli accoppiamenti. Altre manifestazioni vocali si riscontrano nelle attività di difesa del territorio, quando i giovani si rendono indipendenti, e durante altri comportamenti sociali.
I richiami dei cuccioli hanno lo scopo di attirare l’attenzione dei genitori, mentre quelli delle madre servono per radunare la prode e per metterla in guardia.
Anche il fitto battere dei denti fa parte del sistema di comunicazione.
Un orecchio attento e ben allenato arriverebbe a distinguere il piagnucolio dei maschietti neonati da quello delle femminucce.
Inoltre i cuccioli, quando soffrono il freddo e l’umidità, emettono più suoni come se piangessero, di quando si trovano al caldo e all’asciutto.
La frequenza dei richiami dei piccoli aumenta anche per la fame.
È possibile osservare una specie di saluto al ritorno dei genitori dopo una prolungata assenza.
In caso di minaccia gli adulti emettono un forte mugolio che cresce di intensità fino a diventare un prolungato guaito.
Gli studiosi sono convinti che nelle volpi esista, se non un vero e proprio linguaggio, al meno un dialetto, con delle differenze legate alle diverse aree geografiche.

Alcuni animali emettono sostanze chimiche detti feromoni, per provocare reazioni specifiche negli individui della loro specie.
L’orso segna il confine del suo territorio lasciando delle tracce odorose strofinandosi contro il tronco degli alberi.
Gli insetti usano i feromoni per attirare il partner oppure per segnalare un percorso da lasciare alle compagne, come fanno alcune formiche.
È un messaggio chimico quello lasciato con l’urina dai cani e dai lupi.

Un animale o un gruppo di animali ha bisogno di un territorio, in cui cercare il cibo, costruire le tane o il nido, individuare e corteggiare il partner, allevare i piccoli.
Il territorio degli animali sociali è più esteso rispetto a quello degli animali solitari, e quello di un animale grande è più esteso di quello di un animale piccolo.
Inoltre, nel tempo, può cambiare per motivi legati alla disponibilità di cibo, ai succedersi delle stagioni o alle fasi della vita degli animali.
Gli animali “segnano” i confini di un territorio in vari modi e difendono accanitamente lo spazio così delineato dall’intrusione di altri animali dalla stessa specie e dello stesso sesso.
Molti uccelli avvertono che il loro territorio ha un padrone cantando.

La maggior parte dei mammiferi ricorre ai segnali chimici: i lupi e i felini ricorrono all’urina, i conigli, le volpi e gli ippopotami alle feci , i cervi a secrezioni di ghiandole facciali, alcuni roditori alla saliva.
Se un intruso invade il territorio, inizierà una lotta che, anche se è condotta senza risparmio di forze, in genere non si conclude con l’uccisione di uno dei due contendenti: chi si riconosce vinto ha tutto l’interesse di arrendersi e prima di venire ferito gravemente lo comunica al vincitore con un atto caratteristico della sua specie.
Per esempio, tra i babbuini la resa avviene stendendo la mano, tra i lupi offrendo la gola all’avversario.
Di fronte a questi segni il vincitore sospende le ostilità allontanandosi o lasciando allontanare il perdente.
Molto spesso gli animali manifestano la loro aggressività con una serie di comportamenti minacciosi, generalmente sufficienti per intimidire e allontanare l’avversario senza neppure ingaggiare la lotta .
Comportamenti aggressivi sono, per esempio, l’emissione di suoni e rumori molto forti, assumere un aspetto che faccia sembrare il corpo più grosso (come nel caso del gufo) oppure mostrare i denti come fanno i felini.
L’aggressività aumenta tanto più l’intruso si avvicina alla tana o al nido o comunque al centro del territorio.
L’aggressività diminuisce quando l’intruso si allontana o esce dai confini del territorio.
La lotta per il territorio si scatena particolarmente nel periodo della riproduzione.

Pubblicato da Alme Sol

L'istruzione è l'unica arma di cui disponiamo. Senza siamo prigionieri degli altri.

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